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Oratorio del SS. Rosario in Santa Cita

L’attuale Oratorio, inaugurato nel 1686, apparteneva alla Compagnia del SS. Rosario in Santa Cita.

Lo splendore dell’aula oratoriale doveva riflettere la potenza economica della Compagnia stessa, costituita da ricchi e prestigiosi esponenti

Nel ballatoio, che precede l’ingresso all’antioratorio, si trova un busto che rappresenta il celebre artista Giacomo Serpotta, realizzato da Antonino Ugo, un omaggio ad uno degli esponenti più importanti della letteratura artistica siciliana

La tipologia architettonica dell’Oratorio ha delle caratteristiche bene definite, che ritroviamo anche negli altri, nello specifico: un antioratorio, le due porte che immettono all’aula oratoriale di forme rettangolari e il presbiterio rettangolare.

oratorio santa cita - foto terradamare palermo

Entrando, un manto bianco avvolge il parametro murario, con candide sculture dove nei cosiddetti “teatrini”, dei quadri tridimensionali, vengono raffigurati i Misteri del Rosario, affiancati da allegorie ad essi legate dal punto di vista narrativo, arricchite da plastiche architetture ornate da puttini giocosi, tutti con atteggiamenti ed espressioni differenti e motivi decorativi antropomorfi.

L’arco trionfale, che precede l’altare maggiore, ospita le statue di Ester e di Giuditta, donne coraggiose e bellissime, che rendono omaggio alla vita di Cristo, ma anche alla Vergine, intermediaria nella vincita di una storica battaglia  raffigurata sulla controfacciata.

oratorio santa cita - foto terradamare palermo

Proprio in questo punto dell’Oratorio si materializza probabilmente il maggiore capolavoro dello stuccatore che rese mirabile un materiale povero, cioè la Battaglia di Lepanto, rappresentazione della vittoria del Cristianesimo riportata a Lepanto il 5 ottobre del 1571, affiancato dalla rappresentazione di due giovani ragazzi, il cristiano, gioioso Vincitore, e il musulmano, mesto Vinto

 

Unica tela, all’interno del sito e si trova sull’altare, un’opera di Carlo Maratta “La Madonna del Rosario”, del 1695, con San Domenico, Santa Caterina da Siena, San Vincenzo Ferreri, Santa Rosalia e Sant’Oliva, essa è inserita in un’elegante cornice in legno.
Ogni volto comunica dolcezza, rassicura, lascia tempo ad una meditata serenità, dirigendo il proprio sguardo su una piramide di personaggi sacri, ma umili.

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