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Chiesa Santa Cristina La Vetere

La Chiesa di Santa Cristina la Vetere, si trova in fondo alla Strada dei Pellegrini, antico tratto della “via francigena”, accanto alla Loggia dell’Incoronazione,  in un piccolo vicolo, superando la Loggia dell’Incoronazione. Piccolo tempio normanno, sorto probabilmente da un edificio turriforme non terminato

L’edificio non si caratterizza solo come un bene di estremo valore per la sua struttura architettonica, ma anche per la sua posizione, che la rende una pregevole testimonianza dell’evoluzione della città e della devozione legata a Santa Cristina a Palermo.

Inoltre, per la sua stessa ubicazione, il Cortile dei Pellegrini, può essere vista anche come un monumento sui generis, per la suggestiva storia che lega il vicolo alla chiesa e a tutta la zona circostante stessa, ma anche alla storia degli itineraria peregrinorum che hanno fatto sì si trovassero dei tragitti e percorsi anche in Sicilia.

Le origini della chiesa sono da ascriversi al 1174, voluta dall’Arcivescovo Gualterio Offamilio, in quel luogo dove furono trasportate da Castel Sepino, su una piccola imbarcazione, le sacre reliquie di Santa Cristina.

L’iniziale corpo di fabbrica si caratterizza proprio per le possenti mura e la sobrietà dell’interno, oltre ad appartenere alla cosiddetta cultura arabo normanna, pare che, nel concreto, inizialmente, l’edificio fosse destinato a diventare una Torre, progetto che non fu terminato proprio per l’importante avvenimento storico legato ad una delle patrone della città e per l’impossibilità di utilizzare la Cattedrale, in quel momento, destabilizzata dall’avvento di un terremoto

La sua storia è, altresì,  legata alla Compagnia della SS. Trinità , fondata nel 1564, detta dei Rossi per il loro abito monacale, che avevano il compito di seppellire i poveri del quartiere e accogliere i pellegrini per almeno tre giorni.

I confrati apportarono  diverse modifiche: spianarono il pavimento originario, nel 1586 demolirono l’abside e costruirono un più largo presbiterio e nelle navate minori vennero praticati degli incavi, in cui vennero sistemati degli altarini, solo quello di sinistra è possibile ancora intravedere degli affreschi raffiguranti i SS. Pietro e Paolo.

Qualche anno dopo i confratelli della SS. Trinità chiesero in concessione del terreno dove poter costruire un edificio più spazioso.

Tale cessione di terra fu fatta nel 1572, per cui sorse un nuovo oratorio, ancora esistente, comunicante con il piccolo tempio, il cui prospetto e ingresso sono dalla parte del Papireto in via Matteo Bonello.

L’oratorio dei Pellegrini fu consacrato dall’arcivescovo di Palermo Ajedo nel 1595.

Inoltre, era attaccato a questa Chiesa, lo Spedale dei Pellegrini, provveduto di letti e di ogni altro utensile, ma non si possiedono precise indicazioni sulla tipologia dell’ospedale, da un documento risulta che nel 1734 veniva eseguito un restauro di ricomposizione nei due locali denominati della “Pellegrina” e dell’ “Albergazione”.

Nel 1866 fu soppresso, nel 1943 l’incursione aerea ne decretava la totale distruzione.

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