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Edifici romani di Piazza Sett’Angeli

Piazza Sett’Angeli, non lontano dall’antico Cassaro di Palermo, attuale via Vittorio Emanuele, può essere considerata simbolo della lunga e movimentata storia della città di Palermo. Le absidi arabo-normanne della Cattedrale sono rivolte verso la settecentesca struttura del Convitto Nazionale di Palermo e al centro della Piazza è custodita una colonna per ricordare le vittime civili provocate in un rifugio antiaereo da una bomba nel 1943

mosaico romano - piazza sett'angeli - palermo (Itinerario Terradamare 'La strada marmorea')

Tuttavia è a ridosso di questi edifici che è custodito un piccolo tesoro sconosciuto ai più. Sotto una copertura in vetro a doppio spiovente possiamo infatti scorgere i pavimenti mosaicati di alcuni edifici di età romana. La storia di Palermo viene fuori spesso casualmente e proprio così è accaduto con questi resti romani, rinvenuti nel 2000 durante i lavori di restauro della rete idrica eseguiti dall’Amap. Tali scavi hanno riportato alla luce il fronte orientale di un edificio, probabilmente parte di un’insula (isolato) delimitata da uno stenopos (strada secondaria) o più probabilmente da un ambitus (spazio libero per permettere ai singoli proprietari di circolare intorno alla propria casa). Analizzando l’edificio, possono essere evidenziate una fase di età romano-imperiale, una fase bizantina ed una fase medievale.

strada marmorea edifici romani palermo piazza sett angeli

Sono stati portati alla luce complessivamente tre ambienti adiacenti tra loro. Quello centrale è dotato di un mosaico policromo con cerchi decorati, definiti da una cornice nera a treccia, entro cui sono raffigurati dei pesci; l’ambiente settentrionale presenta una semplice decorazione con sfondo bianco e cornice a tessere nere; la decorazione del terzo ambiente ci consente invece di riferire quest’ultimo ad una fase più tarda, data la fattura visibilmente più scadente rispetto alle altre

L’attenzione per le decorazioni pavimentali e presumibilmente anche parietali (sono stati ritrovati infatti resti di intonaco dipinti nei livelli di crollo) fa pensare ad un edificio di particolare rilevanza, soprattutto in relazione alla sua posizione, anche se non siamo ancora in grado di comprenderne la funzione originaria. Fonti storiografiche collocano infatti nella zona dell’attuale Cattedrale l’antico Foro della città, vale a dire il centro politico e civile, dunque i resti potrebbero appartenere sia ad un edificio privato che ad un edificio pubblico, forse legato alle attività commerciali della Palermo romana.

La scelta della Soprintendenza di mantenere i mosaici in loco consente quindi oggi ai visitatori e ai cittadini di ammirare un’importante testimonianza di una fase poco nota della storia di Palermo.

 

Fonti: Pannelli in situ, sito web Re.Se.T.

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