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La Cattedrale di Palermo

Il maestoso tempio cristiano simbolo della città,  dedicato alla Santa Vergine Maria Assunta in Cielo, è la somma delle popolazioni giunte a Palermo, più volte riformulata, con sovrapposizioni architettoniche, tracce di tesori culturali che, ancora oggi, lascia incantati tutti coloro che si soffermano ad osservarne la bellezza

Cattedrale di Palermo

Fu moschea in epoca araba, restituita al culto cristiano e ricostruita nel  1184 dall’arcivescovo Gualtiero Offamilio
Iniziando dall’esterno, i prospetti, le torri campanarie, opera dell’architetto Emmanuele Palazzotto dal 1826 al 1835, le merlature, la cupola, ogni elemento si apre come un ventaglio per mostrarci l’immensa storia della chiesa.

ESTERNO DELLA CATTEDRALE DI PALERMO

Prospetto principale o occidentale
Sono presenti due poderosi archi a sesto acuto che collegano  la Cattedrale al Palazzo Arcivescovile, oggi anche sede del Museo diocesano.
Sui pilastri che delimitano i varchi sono poste le statue che raffigurano San Giuseppe, San Pietro, San Paolo e San Francesco di Paola, opere di Giovan Battista Ragusa del 1724 – 1725. 

cattedrale di palermo - terradamare

Il portale centrale in stile gotico è del 1353 ed è sormontato da un’edicola contenente un bassorilievo di “Maria con il Bambino”, nella parte sovrastante una bifora, ma , in generale, tutto il prospetto, è ricco di decorazioni quali  un ventaglio di archi ogivali, con un suggestivo effetto chiaroscurale, dati da vari elementi concavi e convessi.

Prospetto settentrionale
Vi si acceda da Via dell’incoronazione ed è un unicuum con la Loggia dell’Incoronazione, sito dal quale, secondo la tradizione, i Re e Sovrani di Sicilia si mostravano ai sudditi affacciandosi dallo spazio sopraelevato presentandosi per la prima volta al popolo.

Prospetto orientale
Esso è visibile, come una splendida quinta scenografica, dall’impatto notevole, dalla Piazza Sette Angeli, evidenzia la parte absidale, che presenta sostanzialmente le forme normanne, con la caratteristica decorazione con arcate cieche in rilievo, in parte intrecciate e motivi geometrici.

cattedrale di palermo - terradamare

Prospetto meridionale
Tra gli elementi architettonici più suggestivi, vi è sicuramente l’ampio portico in stile gotico catalano, realizzato da Antonio Gambara nel 1453, caratterizzato da tre arcate ogivali, la centrale più ampia, nel timpano vi è raffigurata la figura di Dio Padre al centro della scena dell’Annunciazione, vi si trovano colonne di reimpiego, come quella sulla destra in cui vi è un’iscrizione coranica.
Tale elemento, inoltre, è contenuto fra due piloni laterali, ognuno dei quali  organizzato in un triplice ordine e monofore cieche.
Esso si affaccia sul cosiddetto “planum Ecclesiae, ridisegnato dall’Architetto Vincenzo Gorgone nell’anno 2000, al centro del piano si trova la statua di Santa Rosalia di Vincenzo Vitaliano del 1744.

Le statue che, in questo caso, recingono il lato relativo al Corso Vittorio Emanuele sono: Sant’Agatone, Santa Cristina, Santa Silvia realizzate da Carlo D’Aprile; Santa Rosalia, Sant’Oliva, Santa Ninfa di Gaspare Guercio; San Sergio di Carlo D’Aprile realizzate nel biennio 1655 – 1656.

INTERNO DELLA CATTEDRALE DI PALERMO

 

Oggi, l’interno della Cattedrale risulta trasformato dalle riformulazioni effettuate nel tra il 1781-1801, dal massiccio impianto normanno si passerà ad uno stile neoclassico.
La pianta si caratterizza per una suddivisione in tre navate, nel punto di incontro tra le navate ed il transetto, si innalza la cupola progettata da Ferdinando Fuga

Tra le principali cappelle, importanti anche per la storia devozionale della città, vi è la Cappella dedicata alle Sante Patrone, delimitata da una cancellata realizzata da Francesco Paolo Palazzotto  nel 1908.

Al suo interno sono custodite, appunto, l’urna di Santa Cristina, di Santa Ninfa e Sant’Agata.
Continuando, sempre sulla destra, vi si trova un elemento molto particolare, connesso alla Cappella di san Francesco di Paola e alla restante parte delle navate, nello specifico, la meridiana.
Essa fu realizzata nel 1801 dall’astronomo Piazzi, è una verga in ottone, fiancheggiata da tarsie policrome raffiguranti i segni zodiacali.

A mezzogiorno, un raggio di sole, entra attraverso un foro praticato dalla cappella che precede quella di San Francesco,  illumina il segno zodiacale corrispondente al mese.
Al termine della navata, vi si trova la Cappella dedicata a Santa Rosalia, patrona della città dal 1625 e in cui sono custodite le sue spoglie, in una preziosa urna in argento, realizzata nel 1631, mentre sulle pareti vi si trovano dei bassorilievi realizzati da Valerio Villareale.
Vicino vi si trova l’ingresso al tesoro e alla cripta della Cattedrale, divisa in due navate con volte a crociera che si innalzano sui muri perimetrali sostenute da quattordici colonne.
Vi sono 23 tombe, tra cui quelle dell’Arcivescovo Offamilio.

Nel presbiterio vi si trova uno splendido coro ligneo, realizzato nel 1466, subito dopo vi si trova il seggio dei re del XIII secolo.
Nell’abside centrale vi si trova la statua del Cristo risorto, uno degli elementi scultorei, come altre statue che si trovano anche lungo la navata centrale, che facevano parte dell’immensa tribuna cinquecentesca di Antonello Gagini, smembrata durante i lavori del Fuga

Il catino absidale e la volta del presbiterio sono stati affrescati da Mariano Rossi tra il 1802 e 1803.
Spostandosi verso la navata settentrionale si incontra la Cappella del SS: Crocifisso, opera caratterizzata dal forte impatto emotivo e dell’espressività sofferente dei soggetti rappresentati. 

Nella lunetta, in alto, l’opera in stucco è di Filippo Quattrocchi e riproduce Dio Padre tra gli Angeli, mentre il Crocifisso fu donato nel 1311 da Manfredi Chiaramonte, le sculture della Vergine e della Maddalena ai suoi piedi sono di Gaspare Serpotta, la statua raffigurante San Giovanni è di Gaspare Guercio.

In questo racconto millenario, dove i maggiori artisti si sono cimentati nel realizzare la bellezza di un complesso immenso, oggi, vi si può raccontare un’ulteriore storia, poichè dal 2013 vi si trovano le spoglie del Beato Padre Pino Puglisi, prete ucciso dalla mafia nel 1995, un gesto significativo per raccontare la sua storia a tutti coloro che entrano nella più importante chiesa della città.
Dirigendoci verso l’uscita, vi si trovano le Tombe reali con la tomba di Federico II e Ruggero II e Enrico VI e Costanza D’Altavilla.

 

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