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I mostri di Villa Palagonia

I Mostri di Villa Palagonia sono sculture grottesche pietra tufacea, che hanno determinato la grande fama internazionale dell’edificio e l’appellativo di Villa dei Mostri.

I mostri di Villa Palagonia, Bagheria
I mostri di Villa Palagonia, Bagheria

Dal punto di vista iconografico le sculture possono essere raggruppate nei seguenti generi: «mendicanti», «nani», «gobbi», «storpi», «turchi», «soldati in costumi antichi», «divinità della mitologia greca», «musici», «draghi e serpenti» «sfingi» e «figure asiatic

De Borch racconta di un diverbio del principe avuto con un magistrato che gli ordinò l’abbattimento delle statue in quanto esse avrebbero provocato “pericolose conseguenze per le donne incinte che abitavano nei paraggi” della villa.
Tuttavia il principe di Palagonia non solo non volle acconsentire a tutto ciò, ma in maniera molto sarcastica rispose che se qualcuno si sentiva offeso dalle sue creature di pietra poteva anche guardare verso un’altra parte

I mostri di Villa Palagonia, Bagheria
I mostri di Villa Palagonia, Bagheria

Anche il poeta tedesco Goethe descrisse, con accezione molto negativa, la bizzarria dell’esterno dell’edificio nel suo memoriale Viaggio in Italia. Il poeta ne rimase talmente impressionato che ne La notte di Valpurga del Faust tracciò la descrizione inconfondibile di un gruppo di mostri presenti nella villa.
Tuttavia, i gruppi più mostruosi descritti da Goethe, oggi non sono più esistenti, in quanto furono abbattuti, a partire dal 1788, dagli eredi, già alla morte del principe Francesco Ferdinando.

I motivi che spinsero Francesco Ferdinando a far decorare la villa con queste particolari sculture, non sono ancora oggi del tutto chiare, e ci sono diverse ipotesi. La prima è quella il principe possa aver consultato, nella ricca biblioteca del palazzo Gravina a Palermo, l’opera di Mongitore intitolata Della Sicilia Ricercata nelle cose più memorabili (che trattava di miti e racconti fantastici siciliani) ed esserne rimasto interessato e colpito; un’altra è quella di una patologia psicotica del principe che lo avrebbe portato a esorcizzare il complesso della sua bruttezza, circondandosi di «amici» turpi; infine, un omaggio a quelle povere e malate persone che frequentavano l’Albergo delle Povere a Palermo in Corso Calatafimi, di cui i Gravina furono cofondatori

I mostri di Villa Palagonia, Bagheria
I mostri di Villa Palagonia, Bagheria

Recenti studi ipotizzano che alla base di questo edificio (come per altre ville bagheresi) ci fosse una precisa matrice alchemica del XVIII secolo, dimostrata dalla ripartizione dei cosiddetti mostri in due settori laterali della villa (musicanti da una parte e creature deformi dall’altra, con la costante presenza del dio Mercurio, fautore della trasmutazione della materia) che significherebbe la ricerca dell’armonia partendo dalla musica sino alla materia

I mostri di Villa Palagonia, Bagheria
I mostri di Villa Palagonia, Bagheria

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