Sul soffitto a crociera della neogotica Palazzina dei Quattro Pizzi all’Arenella, nella seconda metà degli anni Trenta del Nocevento, compare, per volere di Vincenzo Florio Jr e della moglie Lucie Henry, un estroso affresco realizzato da 𝐸𝑚𝑖𝑙𝑖𝑜 𝑀𝑢𝑟𝑑𝑜𝑙𝑜, pittore di carretti di origini calabresi e maestro di Renato Guttuso, in collaborazione con il celebre Totò Gregorietti, che aveva già realizzato in tutta la Sicilia diversi cicli decorativi per opere pubbliche e residenze private.
L’intento era quello di ammorbidire l’atmosfera cattedratica e ieratica dell’ex Coffee House di Vincenzo Florio Sr e farne quindi un elegante salotto di casa, ispirato al mondo popolare siciliano.

Motivi geometrici e colori sgargianti dei carretti, quadri con le gesta dei Paladini di Francia, animali fantastici, “rubati” alla Camera di Re Ruggero al Palazzo dei Normanni, rendono il salone un unicum di grande originalità e maestrìa compositiva.
Al centro del soffitto trionfa un meraviglioso lampadario Tiffany, in ferro battuto e vetro di Murano, che sposa pienamente l‘estetica Liberty, omaggiando le forme della Natura e in particolare gli occhi delle mosche, in un mosaico di ocelli che riluce suggestivamente tutt’intorno
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Testo e foto: Gian Mauro Sales Pandolfini
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