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Porta Nuova

Porta Nuova, adiacente Palazzo dei Normanni, fu costruita nel 1583 per volere del viceré Marcantonio Colonna, con lo scopo di celebrare la vittoria di Carlo V nella battaglia di Tunisi.  Nonostante il Senato cittadino l’avesse denominata “Porta Austriaca” o “Porta Imperiale”, i palermitani continuarono a chiamarla “Porta Nuova”
si trova nei pressi di piazza Indipendenza nella parte alta di Corso Vittorio Emanuele. Fu per secoli l’ingresso monumentale principale di Palermo, dalla quale si diramano Corso Vittorio Emanuele, detto il Cassaro, e la strada per Monreale.

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Porta Nuova, Palermo. Foto di Vincenzo Russo | Terradamare

Tanto maestosa appare Porta Nuova con la sua gigantesca copertura piramidale maiolicata e le quattro imponenti statue dei Mori posti sulla facciata che guarda Corso Calatafimi.  

Nella seconda metà del Cinquecento lungo il corpo della cinta muraria che cingeva la città di Palermo si aprirono in prossimità della Cala e ai cardini opposti del Cassaro dei varchi, in particolar modo quest’ultimi, ovvero le attuali Porta Nuova e Porta Felice, vennero realizzate in funzione di quinta scenografica da porre alla fine della strada più importante di Palermo.

 Porta Nuova, adiacente al Palazzo dei Normanni, nasce dove prima era ce n’era collocata un’altra , nota come “Porta delle Aquile” molto probabilmente del Quattrocento e costituita da tue torri cilindriche, e a partire dal 1569 iniziarono i lavori di realizzazione con una configurazione iniziale ad un solo ordine ad opera degli architetti Giorgio di Faccio e Giuseppe Giacalone su ordine del pretore della città Giacomo Castrone.

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 Questo primo livello è caratterizzato da alte e piatte lesene lungo il fornice, il tutto in pietra scalpellata in bugnato, così come anche le quattro grandi sculture che raffigurano i prigionieri turchi e le aquile reali, sulle quali vi lavorò Vincenzo Gagini, che alludono sia all’entrata di Carlo V in città nello stesso posto, dopo la vittoria a Tunisi nel 1535 contro l’Impero Ottomano, sia al ruolo di vicerè dello stesso Carlo V a Lepanto. Inoltre, la scelta di porre delle figure sull’ingresso principale della città  risponde ad un suggerimento di Vitruvio, architetto e scrittore romano del I secolo a.C, il quale scrive che le porte si realizzano mettendo grandi figure di monito. Ma è solamente intorno al 1580 , durante il viceregno  di Marcantonio Colonna, che  l’opera assunse il suo aspetto monumentale. Il progetto venne redatto dall’architetto regio Giovanni Antonio  Salomone e portato avanti, in seguito alla sua morte, da Giovan Battista Collepietra; vennero così realizzati gli altri ordini, costituiti da un appartamento con un doppio loggiato in marmo bianco che guarda verso Monreale ed il mare e che sarebbe stato adibito come galleria delle collezioni artistiche personali del vicerè Filiberto di Savoia e  grazie alla costruzione di un bastione divenne residenza del Palazzo Reale, mentre la grande copertura piramidale era rivestita di ardesia e piombo. Il tutto è decorato da iscrizioni, un’aquila con armi reali e stemmi realizzati in marmo. Successivamente divenne luogo di deposito di polvere da sparo che causò un incendio nel 1667, così la struttura venne rifatta dall’architetto Gaspare Guercio, mettendo però una copertura in mattoni maiolicati.

Molto interessanti sono i quattro Telamoni

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I quattro Telamoni di Porta Nuova raffigurano i Mori, sconfitti: due hanno le braccia mozzate e due legate.

La notte del 14 Luglio Porta Nuova diventa lo scenario da cui  prende avvio il tanto sentito “Fistinu di Santa Rosalia”, ovvero la processione popolare durante la quale sfila un Carro trionfale con sopra la statua della Santa e che percorre tutto l’antico asse viario del Cassaro per poi giungere al mare. Inoltre, dalla fine dell’Ottocento fa parte del complesso del distretto militare di Palermo 

 

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Nella foto: il Bastione San Pietro e l’apice piramidale di Porta Nuova nella vegetazione dei Giardini Reali di Palazzo dei Normanni

Il bastione, a forma pentagonale, nei secoli ha avuto nomi differenti: bastione ‘del Palazzo’ dal Palazzo Reale, ‘di San Pietro’ dalla chiesa dedicata a San Pietro (Cappella Palatina) e ‘di Porta di Castro’

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