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I Quattro Canti, tra via Maqueda e il Cassaro

Il complesso dei Quattro Canti si trova all’incrocio dei due principali assi viari di Palermo: le facciate del monumento assumono infatti il ruolo di quinte di un sipario aperto verso le scene della Via Maqueda e del Cassaro, oggi Via Vittorio Emanuele.

I Quattro Canti di Palermo
I Quattro Canti di Palermo, foto Vincenzo Russo | Terradamare

Un autentico risveglio civico ed edilizio è da datare al XVII secolo, quando fu realizzato il monumento in questione e la Via Maqueda, su pressione delle famiglie nobiliari che richiedevano una nuova e ampia strada di prestigio in cui realizzare le residenze cittadine. In tal modo si delineava un nuovo centro della città, caratterizzato da grandi palazzi barocchi, residenze padronali, conventi e chiese.
Il nome esatto dei Quattro Canti è in realtà Piazza Villena (dal Viceré Juan Fernandez Pacheco de Villena y Ascalon), ma le fonti antiche la ricordano anche come Ottagono o Teatro del Sole, poiché durante le ore del giorno almeno una delle quinte architettoniche è illuminata dal sole.

I Quattro Canti di Palermo
I Quattro Canti di Palermo

I Quattro Canti propriamente detti sono dunque  i quattro apparati decorativi che delimitano lo spazio dell’incrocio. Essi appaiono sormontati dagli stemmi reale, senatorio e viceregio in marmo bianco e presentano un’articolazione su più livelli, con una decorazione basata sull’uso degli ordini architettonici e di sculture raffiguranti diversi soggetti .

Dal basso verso l’alto si susseguono, secondo un principio di ascensione dal mondo terrestre al mondo celeste, fontane che rappresentano i fiumi della città di Palermo (Oreto, Kemonia, Pannaria, Papireto), le allegorie dalle quattro stagioni (rappresentate da Eolo, Venere, Cerere e Bacco) tra colonne di ordine dorico, le statue dei sovrani Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV tra colonne di ordine ionico, ed,  infine, nell’ordine superiore, le quattro sante palermitane, Agata, Ninfa, Oliva e Cristina, patrone della città prima dell’avvento di Santa Rosalia nel 1624.

quattro canti palermo foto vincenzo russo terradamare

Il progetto appare in continuità con il coevo crocevia delle Quattro Fontane di Roma, disegnato dagli urbanisti di Papa Sisto V.

Con l’architetto  Mariano Smiriglio si assiste ad un cambiamento del programma decorativo iniziale: nell’ordine superiore, in origine destinato alle statue dei sovrani, vengono sistemate le statue delle quattro sante. Delle quattro sculture regali, originariamente in bronzo, vengono realizzate soltanto quelle di Carlo V d’Asburgo, poi collocata in Piazza Bologni e quella di Filippo IV, un tempo posta nel piano del Palazzo dei Normanni. Le attuali statue in marmo dei sovrani presenti ai Quattro Canti furono scolpite fra il 1661 ed il 1663 da Carlo D’Aprile. Anche le quattro fontane con le personificazioni delle Quattro Stagioni dovevano essere realizzate in bronzo, ma furono realizzate in marmo. Le attuali conche inferiori delle quattro fontane sono ottocentesche e furono realizzate per compensare il dislivello creatosi nel piano di calpestio della Piazza.

Procedendo dai Quattro Canti verso Via Vittorio Emanuele, è possibile notare sulla sinistra l’ottocentesco “Quinto Canto”, parte della facciata della Chiesa di San Giuseppe dei Teatini.

Il sistema dei Quattro Canti, elaborato dalla società del tardo Cinquecento, sviluppatosi nello splendore barocco del Seicento e giunto a noi attraverso le modifiche ottocentesche, è ancora oggi vero centro della città, tra processioni, feste e sfilate.

Video: Quattro Canti: il Teatro del Sole di Palermo

Fonte
“Quattro Canti di Palermo, Ottagono del sole” , Adriana Chirco, Mario Di Liberto

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