Camminare da Piazza Ballarò lungo via Nunzio Nasi, mentre la mole trecentesca della Torre di San Nicolò di Bari si svela progressivamente sullo sfondo, è l’itinerario culturale che compiamo ogni giorno nel cuore del centro storico di Palermo.
Questa specifica prospettiva urbana racchiude la doppia anima della nostra cooperativa.
La Torre non è soltanto il monumento iconico della nostra Palermo dall’alto e nostra sede legale. È il presidio da cui sosteniamo i movimenti di rigenerazione del quartiere, come l’assemblea cittadina SOS Ballarò e il festival internazionale di artisti di strada Ballarò Buskers.
Per noi esiste un legame indissolubile tra la narrazione storico-artistica del territorio e l’impegno sociale quotidiano.
La Torre di San Nicolò rappresenta la casa di tutti, in cui la comunità locale e i viaggiatori si incontrano e si conoscono
Il fascino medievale e il rintocco della “Castiddana”
Edificata nel XIII secolo come torre civica di difesa isolata dalla chiesa, questa imponente struttura quadrangolare in massi tufacei è storicamente considerata la più alta di Palermo.
Nel Cinquecento, la Torre fu ingentilita da splendide bifore intarsiate e ospitò uno dei primi tre orologi della città. Questo orologio batteva la “castiddana”: cinquantadue colpi di martello sulla campana che annunciavano agli artigiani di chiudere le botteghe e alla popolazione di non vagabondare più per le strade, prima della chiusura delle porte della città.
Sebbene i restauri e il terremoto del 1726 abbiano modificato la sua architettura originaria eliminando l’orologio e la guglia, la Torre custodisce ancora oggi una scala elicoidale medievale che conduce alla terrazza sul tetto.
Da qui, si rivela un superbo e ininterrotto paesaggio a 360 gradi sul centro storico di Palermo, unendo in un unico sguardo le cupole del Carmine Maggiore e di Casa Professa, il mercato di Ballarò, la Cattedrale, fino a perdersi verso la mole di Monte Pellegrino e tutto il centro storico della città