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La Cala

I Fenici, fondatori dell’insediamento commerciale noto come “Panormus” nel VII  secolo a.C., furono i primi a sfruttare come porto l’ insenatura naturale che oggi chiamiamo “A’ Cala” , alla foce dei fiumi Kemonia e Papireto, deviati nel dopoguerra e oggi aventi un letto sotterraneo.

cala di palermo foto vincenzo russo terradamare

L’antico porto fenicio venne poi dotato dagli Arabi, intorno al IX secolo, di un baluardo difensivo, il Castello a Mare, nel corso dei secoli riutilizzato come roccaforte, prigione, abitazione. Nel giro di poco più di un anno, tra il 1922 e il 1923, per la realizzazione del nuovo molo, fu portata a compimento l’opera di demolizione della massiccia costruzione, di cui si sono salvati soltanto il mastio (torre principale) e l’antica porta di accesso.

Alle spalle dell’antico porto si estende il quartiere della Kalsa, dominato dalla Chiesa di S.Maria della Catena, custode per secoli delle catene che chiudevano il porto stesso.

cala di palermo foto vincenzo russo terradamare

Nei pressi sorge la monumentale Porta Felice, realizzata nel 1582 per volontà di Donna Felice Orsini, moglie del Vicerè Marcantonio Colonna, per dare un ingresso monumentale al principale asse viario della città, il Cassaro (oggi Corso Vittorio Emanuele). 

A fianco della Porta, è visibile il Loggiato di San Bartolomeo, ciò che resta del seicentesco Ospedale di San Bartolomeo l’Incurabili; è inoltre possibile passeggiare sulle Mura delle Cattive, una terrazza ottocentesca riservata alle “captivae”, ossia le vedove “prigioniere del dolore”. In quanto vedove, infatti, potevano passeggiare su questa terrazza senza essere importunate.

cala di palermo foto vincenzo russo terradamare

Nel corso degli anni il traffico marittimo si è chiaramente spostato verso il nuovo e attuale Porto di Palermo, più a nord, ma tutt’oggi la Cala è un vivissimo porto turistico, valorizzato da un nuovo e curato lungomare, club nautici e numerosi locali, a ribadire la vocazione marittima della città ed il suo indissolubile legame con il mare.

 

Francesca Spatafora “Il recupero del Castello a Mare, simbolo del riscatto”

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