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Palazzo Chiaramonte

Il palazzo, conosciuto anche come Steri da Hosterium, palazzo fortificato, sorge nel quartiere Kalsa, a pochi passi da Piazza Marina

 

piazza marina - palermo - foto vincenzo russo - terradamare

La sua storia è inevitabilmente legata sia alle vicende della famiglia Chiaramonte che alle dinamiche del governo siciliano.
Il sito fu completato nel 1307 come  dimora di Manfredi Chiaramonte, rappresentante di una delle famiglie più potenti della Sicilia, conte del feudo di Modica, abitato fino al 1392, quando Andrea Chiaramonte fu decapitato, proprio dinanzi al palazzo, e la famiglia subì la confisca dei beni.
La storia della famiglia si inserisce in un contesto nel quale, alla morte di Federico II, la Sicilia si lacerò in aspri conflitti tra grandi baroni e città, ma, si distinse anche per una notevole attività edificatoria, tanto da avere, nelle letteratura artistica una sua specifica denominazione: lo stile chiaramontano, ispirato alla tradizione regia siculo-normanna e sveva.

Oggi, Palazzo Chiaramonte Steri è uno degli edifici più simbolici della città, per la tipologia architettonica, di impatto austero e solenne, la cui costruzione di tre piani si apre attorno al grande cortile e colpisce per la bellezza delle bifore ornate, i delicati motivi geometrici e gli archi ogivali, e diventa ulteriormente interessante per i cambi di destinazione d’uso negli anni, infatti, fu residenza regia e viceregia, sede del Tribunale dell’Inquisizione, abolito nel 1782 dal vicerè Domenico Caracciolo, e, infine, sede degli uffici del Rettorato dell’Università.

palazzo chiaramonte-steri-palermo

Così come i cambi d’uso, anche i restauri furono di vario tipo, dopo il terremoto del 1726, vi fu l’intervento di Giacomo Amato, poi gli interventi del Patricolo alla fine dell’Ottocento, seguiti dagli interventi del Valenti e gli ultimi interventi di riadattamento per la sede universitaria condotti dal Calandra con la supervisione di Scarpa.

Al suo interno, di notevole interesse vi è sicuramente la Sala dei Baroni, grazie al soffitto ligneo, realizzato tra il 1377 e il 1380 da Cecco di Naro, Simone da Corleone e Pellegrino Darenu. Un’opera eccezionale, unica sia per ciò che riguarda la sua bellezza che per la notevole tecnica, che per le dimensioni, misura 28 metri per 8,50 e di 24 travi.
La sua superficie è rivestita da pannelli interamente dipinti in cui sono raffigurate cinquanta storie, le cui origini sono da rintracciare nei manoscritti miniati.

I salti temporali artistici del Palazzo sono diversi, oggi divenuto, museo di sé stesso, proprio per la sua storia moderna, per cui, percorrendo i vari spazi, vi si può ammirare una delle opere più famose del noto pittore bagherese, Renato Guttuso, La Vucciria.

vucciria-guttuso-palazzo-chiaramonte-steri-palermo

Realizzato nel 1974. è un quadro in cui il visitatore si immerge dinanzi alla vivacità tonale dello storico mercato di Palermo, grazie anche al forte realismo, nota poetica caratteristica dell’artista siciliano.

Adiacente al Palazzo vi è la Cappella di Sant’Antonio Abate, la cappella privata della nota famiglia nobiliare, oggi, utilizzata come sala conferenze, mentre nella  parte meridionale del palazzo si trova quello che era il carcere dei Penitenziati.

Qui, si apre un ulteriore capitolo della storia della città, in cui i protagonisti indiscussi dello spazio museale sono  i graffiti e i disegni lasciati dai prigionieri dell’Inquisizione, pagine strazianti della storia, tra disegni, preghiere, nomi di persone che persero i propri beni, la propria dignità e subirono lo strazio di uno spazio pieno di terrore e dolore.

L’Inquisizione fu un tribunale di fede istituito dai sovrani spagnoli, estesa nell’isola siciliana nel 1487.
Chiunque fosse sospettato di eresia poteva essere catturato senza preavviso alcuno, venivano raccolte prove e testimonianze in assoluta segretezza e, nel frattempo, ogni bene dell’imputato veniva sequestrato.

Le sentenze, che giungevano anche attraverso atroci torture, erano inappellabili, ad esse seguivano gli auto da fè, una cerimonia umiliante nel corso della quale si sfilava per le vie della città.
I celebri roghi, che giungevano nel caso di presunti reati più gravi, si svolgevano presso il  Piano della Marina, di fronte allo Steri, nel Piano di Sant’Erasmo o nel Piano della Cattedrale, e si svolgevano davanti a tutta la cittadinanza.

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