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Il Parco di Villa Malfitano Whitaker

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Il meraviglioso parco di Villa Malfitano, affascinante giardino informale all’inglese, abitato da simpatiche anatre intorno al lago, ampio circa 8 ettari, contiene più di 250 specie diverse di piante, in gran numero originarie di Paesi tropicali., provenienti dalla Tunisia, da Sumatra, dall’Australia e da altre parti del mondo.

 

parco villa malfitano whitaker terradamare palermo

“Il giardino è stato progettato da Emilio Kunzmann e si estende per circa 7 ettari. L’entrata sulla Via Dante è caratterizzato da un’imponente cancellata in ferro battuto e la parte di giardino ad esso adiacente è stata coltivata all’inglese, con vialetti che permettono un percorso tra le asimmetrie degli spazi mentre la parte opposta è stata realizzata all’italiana, quindi caratterizzata da spazi disposti geometricamente e in maniera simmetrica intorno alla villa. L’esemplare di Jubaea chilensis è morto per un attacco di Rhynchophorus ferrugineus nel 2012 e ne rimane oggi solo il tronco.

All’interno del parco di Villa Malfitano Whitaker si trovano piante rare provenienti da tutto il mondo come Tunisia, Sumatra, Australia, America Meridionale e un vivaio che conservava circa 150 esemplari diversi di orchidee.”

 

 
 
 
 
 
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“Il giardino di Villa Malfitano nasce nel corso del 1886 quando Joseph ‘Pip’ Whitaker affida a Emilio Kunzmann, direttore delle ville di famiglia già esistenti a Palermo (Villa Sofia e Villa Sperlinga) la realizzazione di un grande parco che rispecchi gli eclettici interessi dei nuovi proprietari.

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Lo stile è gardenesque e unisce, così parti formali a romantiche parti paesaggistiche. Nei pressi della villa aiuole formali con ricche e colorate fioriture, la cui rigidità formale si attenua sempre più fino a scomparire, allontanandosene, in giochi curvilinei che sfociano nel naturalistico e nel pittoresco nelle aree più distanti l’edificio principale.
Un giardino complesso inizialmente curato da un folto numero di giardinieri oggi caratterizzato da uno straordinario Ficus macrophylla f. columnaris, (quasi privo di radici aeree) che distende le sue lunghe branche fino a toccare il terreno (ne esistono due simili a Villa Trabia) e da specie arboree, uniche per rarità e dimensioni come un monumentale esemplare di Yucca australis, posto proprio all’ingresso di via Dante, la rarissima Auracaria rulei, uno dei pochi esemplare esistenti in Europa, la subdesertica Nolina stricta, dalla base del fusto ingrossata a placche come di tartaruga e Nolina longifolia dal fusto, invece, fortemente suberificato. È presente anche una espressiva zamiacea: Dioon edule, glaucescente cicadea originaria del Messico, presente da oltre 150 anni in Italia.

Nelle zone perimetrali si insedia un bosco con specie provenienti da aree con clima mediterraneo e di differenti altezze e portamento: dagli eucalipti dai fiori rossi, Eucalyptus sideroxylon, alle sofore profumate (Sophora secundiflora), al pittosporo australiano (Pittosporum undulatum). È da notare nel parterre una non comune forma intermedia tra Strelitzia reginae e S. juncea.
Le meraviglie del giardino continuano all’interno della Villa nella ‘sala d’estate’ con l’affresco floreale di Ettore De Maria Bergler, nel giardino d’inverno che conteneva una collezione di 150 orchidee e nella collezione ornitologica di oltre 10.000 esemplari, oggi non più esistente perché ceduta, nel 1968, al Museo Nazionale di Belfast. La villa e il giardino rimangono di proprietà della famiglia, fino alla morte nel
1971 di Delia, l’ultima erede”
Fonte: Meraviglie botaniche. Giardini e parchi di Palermo

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