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Cripta dei cocchieri

Cripta dei Cocchieri Palermo
Cripta dei Cocchieri Palermo

La Chiesa di Santa Maria dell’Itria dei Cocchieri venne realizzata alla fine del XVI secolo in Via Alloro per volontà dei cocchieri che prestavano servizio presso le più importanti famiglie della zona. Gli stessi avevano formato una Confraternita alla fine del 1500 e autotassandosi riuscirono a portare avanti il progetto edificatorio della Chiesa per l’appunto, comprensiva di una Cripta per le sepolture dei confrati e dei loro familiari.

La Cripta dei Cocchieri può essere considerata un vero gioiello nel panorama architettonico palermitano del 1500 per il suo apparato decorativo.
L’ambiente, a pianta rettangolare, ospita 90 loculi e appare diviso in due settori da un grande corpo scala; è dotato di un vano accessorio, detto “locale dei colatoi”, adibito alla raccolta dei liquidi cadaverici, nel rispetto di una pratica funeraria attestata in molti contesti del Meridione d’Italia. I soffitti presentano volte  a crociera ed un arco trionfale consente l’accesso al vano adibito alla celebrazione delle messe in suffragio delle anime dei defunti

La Chiesa di Santa Maria dell’Itria dei Cocchieri Palermo
La Chiesa di Santa Maria dell’Itria dei Cocchieri Palermo

Dal 1729 la Confraternita dei Cocchieri ospitò nella cripta la Confraternita di Gesù e Maria, che aveva il compito specifico di dare sepoltura ai confrati. I membri di questa seconda Confraternita si adoperarono inoltre ad abbellire la Cripta con raffinati ornamenti, pitture e decorazioni, alcune delle quali di notevole pregio. Tra queste possiamo citare l’affresco raffigurante, tra le anime purganti, la Madonna Odigitria o dell’Itria (alla quale è dedicata la Chiesa) con il Bambino Gesù in braccio e, alla sua sinistra, Santa Caterina d’Alessandria.

Proprio in virtù di tali ricchi elementi decorativi in un ambiente sotterraneo destinato alle sepolture, alcuni studiosi hanno avanzato la teoria che al posto della Cripta fosse presente addirittura una Chiesa più antica . Di fatto l’originaria destinazione d’uso, come cripta,  durò almeno fino agli ultimi anni del secolo XVIII, quando una normativa emanata dal Vicerè Domenico Caracciolo, vietò di seppellire i morti dentro le mura della città.

I membri della Confraternita furono inoltre accusati di Massoneria dal Tribunale dell’Inquisizione e va detto che alcuni simboli presenti in alcuni affreschi possono in effetti essere identificati come simboli massonici, ma non vi è conferma della tesi di accusa. Dopo anni di abbandono, nel 1980 la Cripta è stata riscoperta e ripulita dagli attuali confrati, che si occupano tutt’oggi di questo interessante monumento e lo rendono fruibile al pubblico.

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